Progetti universitari per la creazione di start-up innovative

Le università italiane offrono finanziamenti, premi e servizi di consulenza per lo sviluppo della neo-imprenditoria (fonte I-Dome.com di Mirko Zago - 6 settembre 2010)
Per favorire la nascita di imprese dinamiche e innovative che concretizzino la ricerca accademica, le università italiane incentivano progetti a sostegno dell’avviamento di nuove start up con azioni di aiuto in fase organizzativa e di acquisizione delle risorse per l’inizio effettivo dell’attività. L’intero processo di “aiuto” avviene all’interno di quelli che sono chiamati incubatori con l’ottenimento di finanziamenti erogati dagli atenei. Oltre ai vantaggi economici sono offerti anche appoggio di consulenti, assistenza tecnica e commerciale, appoggio di consulenti, disponibilità di laboratori e immobili concessi a condizioni vantaggiose.

Gli studenti, collaboratori, ricercatori che vogliono sfruttare questa importante possibilità possono fare richiesta presso l’università di appartenenza  secondo modalità e tempistiche rese noto sul bando che ogni anno viene pubblicato in collaborazione con la Camera di Commercio o con altri enti territoriali. Le domande presentate vengono selezionate in base alla fattibilità del business plan presentato. Pur essendo coinvolti tutti i settori, sono solitamente l'ingegneria, l'architettura e le nuove tecnologie a sviluppare i migliori business plan e proporre i progetti più interessanti che si concretizzeranno con l’effettiva apertura di un’impresa start-up per la realizzazione vera e propria del progetto.

Una delle prime università a dar fiducia ai giovani neo-laureati dando avvio all'Acceleratore d'impresa è stato il Politecnico di Milano già dieci anni fa. Ad oggi sono 18 le imprese in fase di avvio spartite tra le sedi di Milano, Como e Lecco ad essere sostenute dall’ateneo lombardo. Gli ambiti di realizzazione spaziano dalla bioingegneria all’Ict, passando per il design e le energie sostenibili. 

Anche per quest’anno è indetta una gara (Start Cup Milano Lombardia - www.startcupml.net) rivolta a studenti, laureati e dottorandi interessati ad avviare una start-up innovativa promossa dal Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi dell'Insubria-Varese e Como, Università Commerciale Luigi Bocconi e dal Centro Promozione Start-UP USI-SUPSI di Lugano. Il termine ultimo per presentare il progetto e il business plan è fissato per il 17 settembre.
Sono previsti servizi di consulenza, sostanziosi premi economici oltre che incontri dedicati presso la sede di UK Trade & Investment completamente spesati con cui i neo-imprenditori potranno aspirare a “dare un respiro internazionale” alle proprie idee imprenditoriali. 

Anche chi frequenta le Università di Bologna e Modena può presentare domanda (c’è tempo fino al 10 settembre) per ottenere un contributo di 5 mila euro a fondo perduto per la realizzazione del proprio progetto che preveda l’impiego di tecnologie innovative. Per avere maggiori informazioni si può consultare il sito www.almacube.com oppure ci si può informare presso gli Spinner Point nati con l’intento di dare supporto operativo di accompagnamento e assistenza ai beneficiari nella fase di messa a punto dell'idea progettuale e di presentazione delle proposte. Spinner 2013 è un programma della Regione Emilia Romagna dedicato alla qualificazione delle risorse umane negli ambiti della ricerca e dell’innovazione tecnologica pensato per chi vuole sviluppare idee imprenditoriali innovative, progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, trasferimento tecnologico e progetti di innovazione organizzativa, manageriale e finanziaria in collaborazione con università, centri di ricerca e imprese. Maggiori informazioni sul sito www.spinner.it.

Anche l’Università di Torino e il Politecnico sono attivi nel dare assistenza ai futuri imprenditori erogando un contributo di 3 mila euro per la costituzione di una società ai quali si aggiunge la stessa cifra per ogni membro che vi partecipa (fino ad un massimo di 5 soci), premiando così il lavoro in team. Possono accedere alla richiesta i laureati da meno di due anni presso l’ateneo oppure chi ha svolto attività di dottorato. Anche in questo caso, come abbiamo già visto per le altre realtà presentate oltre che al contributo economico sono previsti anche servizi di tutoraggio nella fase di pianificazione finanziaria e commerciale del progetto. Informazioni sulla Start Cup e progetti di innovazione sul sito dell’università.

Progetti incentivante molto ricchi sono offerti anche al Sud. Molto attiva da questo punto di vista appare l’Università di Messina (www.careci.it il cui bando è scaduto da pochi giorni) che allarga i finanziamenti anche ai docenti e ai ricercatori premiando così la nascita di spin-off  “imprese operanti in settori high tech costituite da almeno un professore o ricercatore universitario e/o da un dottorando/contrattista/studente che abbia effettuato attività di ricerca pluriennale su un tema specifico, oggetto di creazione dell’impresa stessa”.

L’Università di Palermo concede contributi fino a 12 mila euro con il progetto denominato StartCup. Si tratta di una competizione a premi, promossa dall’Università degli Studi di Palermo con il supporto organizzativo dell’Associazione SINTESI, tra gruppi di persone che elaborano idee imprenditoriali innovative basate sulla ricerca scientifica con l’obiettivo di sostenere la ricerca e l’innovazione tecnologica finalizzata allo sviluppo economico della Sicilia diffondendo la cultura d’impresa nel territorio, in particolare in settori accademici e professionali tradizionalmente distanti dal mondo delle imprese. Il bando chiude il 3 ottobre ed è aperto a studenti, dottorandi e ricercatori anche in gruppo purchè almeno un rappresentate risieda in Sicilia.

Dal momento della vincita del finanziamento il problema più difficile da affrontare è la realizzazione concreta del progetto. I limiti temporali concessi per dare avvio all’impresa sono spesso molto stretti (come nel caso dell’Università del Molise (ilo.unimol.it)che concede al massimo 12 mesi, limite imposto anche da molti altri atenei). Non si vuole mettere i bastoni tra le ruote ai giovani che intendono affacciarsi al mondo dell’imprenditoria; i tempi brevi vogliono rappresentare un fattore incentivante per stimolare l’azione concreta accuratamente supportata da servizi costanti di tutoraggio proprio per evitare che il progetto rimanga solo su carta.

Sembra che l’ostacolo più grande sia la capacità di redigere il piano di fattibilità finanziaria ponderato sulle reali necessità della futura impresa. Sono le università di Padova, Verona  e Venezia a pretendere piani molto dettagliati ( vengono richiesti il piano strategico operativo e di marketing, il fabbisogno finanziario dell'impresa e il piano economico proiettato su tre anni) per responsabilizzare i neoimprenditori impegnati nel progetto.