Efficienza, risparmio, rinnovabili: ecco cosa fanno le aziende italiane

              Il Renewables and Efficiency Energy Summit, organizzato da Business International, in apertura del Green Expo di Milano, ha finalmente toccato il nodo centrale dei discorsi che si fanno intorno alle politiche per l’efficienza, politiche per lo sviluppo delle rinnovabili, politiche di sostegno alla ricerca, politiche per la green economy: come, davvero, ha reagito il settore produttivo italiano questo cambiamento? Quali trasformazioni concrete di approccio e prassi, economiche e industriali, sono state in grado di introdurre davvero? Al convegno di apertura della fiera milanese si sono date appuntamento alcune delle più importanti imprese italiane, medie e grandi, che sono state capaci di avviare strategie efficaci in ambito energetico e ambientale. Buone prassi insomma che nascono da una sollecitazione esplicita che viene dai consumatori; il primo stimolo infatti ad un’attenzione diversa all’ambiente, al risparmio energetico, è proprio la sensibilità crescente dei consumatori su questo fronte, sensibilità che influisce sulla scelta del marchio e del prodotto. (fonte EnergiaSpiegata.it - Agnese Bertello - 2 dicembre 2009)

Gli italiani sono consumatori attenti alla responsabilità ambientale delle società di cui comprano i prodotti, nonostante i tempi di crisi che farebbero pensare a un orientamento pragmatico di corto respiro. Certo, contano gli incentivi; è loro infatti il merito di aver solleticato alcuni dei più grandi gruppi a investire nella realizzazione di impianti fotovoltaici, eolici, biomasse per la produzione in autonomia di una parte dell’energia utilizzata, fino a creare società partecipate, o subholding per la produzione di energia che oggi arrivano a posizionarsi sul mercato da player. È il caso per esempio di Energhe, 100% del gruppo Ferrero.
“Non ci interessa diventare dei keyplayer”, sostiene Piero Rosina, amministratore delegato di Energhe, “teniamo alla nostra posizione di nicchia, con una produzione di qualità e con un costante lavoro di ricerca sulle rinnovabili”. Oggi lo stabilimento Albapower, realizzato nella cittadina piemontese, partecipato anche dall’amministrazione pubblica, attraverso la produzione di cogenerazione, da metano, garantisce il teleriscaldamento a 800 famiglie. “Per quanto riguarda l’innovazione nel settore delle rinnovabili, abbiamo fatto una scelta molto impegnativa, strutturando un nostro laboratorio tecnologico per testare una dopo l’altra le diverse tecnologie fotovoltaiche che vengono sviluppate.” L’obiettivo è di essere più che pronti, prontissimi a cogliere il salto di efficienza tecnologico. I risultati delle ricerche saranno messi a disposizione di tutti su un sito internet oggi ancora in fase di realizzazione. Già oggi la potenza fotovoltaica installata in Europa è pari a 115 MW, ma l’intenzione è di portare questa cifra a 250 MW.

Soprattutto per le aziende energivore, l’elemento su cui intervenire proficuamente è certamente quello dell’efficienza e della cogenerazione, quando non della trigenerazione, del recupero cioè del calore che si sviluppa nella produzione di energia e che può essere riutilizzato con grandi risparmi.
“L’efficienza energetica è certamente un problema di sistema e di strategia”, ha dichiarato al Summit l’energy manager di Fiera Milano, Stefano Luccietto: si tratta di investire e migliorare una pluralità di fattori, piccoli e grandi, per ottenere dei risultati effettivi, capaci di avere ricadute importante sui costi. “Gestire il consumo energetico di una struttura come quella della Fiera è particolarmente complesso; ci sono enormi discrepanze tra i diversi momenti dell’anno. Sull’efficienza abbiamo lavorato con intensità anche se i consumi energetici dei padiglioni non dipendono direttamente da noi ma dalle aziende che nelle diverse fiere li utilizzano: su questi consumi non possiamo avere un controllo diretto. Nella restanti aree della fiera abbiamo investito molto su questi aspetti e puntiamo ad essere una struttura a zero emissioni di CO2″. Nel futuro di Fiera Milano, per Stefano Luccietto c’è il bilancio di sostenibilità, la conversione ai led, la certificazione ISO 2001, e un monitoraggio sempre più sapiente e dettagliato dei consumi.

Le cose che si possono fare sono tante e cambiano molto a seconda del settore industriale e del tipo di prodotto, ciascuna azienda deve insomma trovare la sua strada partendo appunto da un’analisi specifica dei costi dei diversi momenti produttivi dell’azienda. Per una società come Conserve Italia, per esempio, consorzio di cooperative che raccoglie 16500 agricoltori, fondato nel 1984, tra le principali nel settore con marchi come Valfrutta, Cirio e De Rica, un elemento fondamentale è il recupero dell’acqua che ha un ruolo centrali nelle diverse produzioni dell’azienda. “Riusciamo a recuperare fino all’80% dell’acqua, riutilizzandola in diverse lavorazioni successive, in maniera intelligente. Per ciascuna lavorazione abbiamo fissato un indice di consumo idrico da non superare”, racconta Paolo Gerevini.
Per Conserve Italia, quella della conversione alle rinnovabili, e in particolare all’eolico, con cui ha avviato la produzione energetica autonoma nel 2007, è un messaggio da comunicare anche con adeguate campagne di comunicazione e pubblicitarie, proprio per rafforzare un’identità fatta di salvaguardia di valore legati alla terra e all’ambiente. Dal 2008 il consorzio si occupa anche di biomasse e biogas da residui di produzione, produrre energia, calore e combustibili dagli scarti della cooperativa così come dei singoli agricoltori consociati porterebbe infatti vantaggi evidenti nel conto economico. Lo stabilimento di Pomposa, in provincia di Ferrara, per esempio dovrebbe presto arrivare a coprire circa il 30% del fabbisogno energetico attraverso biogas.
Altro caso interessante è rappresentato da Sofidel, gruppo cartario più noto per uno dei suoi prodotti di punta, i rotoloni Regina. Grossi numeri: 18 impianti in tutta Europa, 3200 dipendenti, 650.000 tonnellate di carta igienica prodotte e 640 GWh di energia elettrica consumata all’anno. “Dopo la materia prima, che rappresenta il 50% dei costi complessivi, i costi energetici, con 105 milioni di euro l’anno, incidono per il 20%”, spiega all’uditorio Libio Vannucci, Energy manager del gruppo. “L’industria cartaria è infatti estremamente energivora, tanto da porsi al primo posto, tra i diversi settori industriali per il consumo del gas”.
Sofidel ha sottoscritto, prima tra le aziende italiane, il patto proposto dal WWF ed è oggi un Climate Saver.
“WWF chiede alle aziende del mondo di adottare volontariamente dei piani di riduzione significativi delle emissioni di anidride carbonica attraverso strategie e tecnologie innovative”, racconta Vannucci. Ad oggi hanno aderito 21 grandi aziende internazionali; Sofidel è ad oggi l’unica azienda italiana e l’unica del settore. Abbiamo scelto, come gruppo, di fissare degli obiettivi impegnativi: riduzione della produzione di CO2 dell’11% entro il 2012, rispetto al 2007; una percentuale che intendiamo far salire fino al 26% entro il 2020. Il conseguimento di questi risultati dovrà essere certificato da una società terza, con incarico da WWF: Ecofys”
Anche in questo caso, i punti su cui agire sono chiari: sostituzione di macchinari a bassa efficienza, cogenerazione, ottimizzazione delle utenze critiche, recuperi dei flussi di calore, integrazione dei led, ricorso a energie rinnovabili e alla produzione in proprio attraverso impianti fotovoltaici, idroelettrici, eolici e biomasse.
“Avendo diversi impianti all’estero”, continua l’energy manager di Sofidel, “abbiamo pensato di fissare dei benchmark internazionali tra i diversi stabilimenti, ciascuno dei quali diventa punto di riferimento rispetto ad uno specifico target”.
Miglioramento dell’immagine e miglioramento della reputazione, scelta etica e senso di responsabilità del management, ma a convincere davvero le aziende, sono le ricadute dirette sulla competitività. In un mercato globale, stagnante, con una concorrenza fortissima, nell’impossibilità di agire sulla domanda, stimolandola, per recuperare margini di profitto, non resta che lavorare di fino sui costi.

PdEbqbKiruV

AyhvGPQRafarZ

buying viagra 4951 viagra sale 03117 prozac 214992 xanax >:-P

tvIOlOjbvGMbIoxS

generic propecia :-[[[ valium rngl phentermine dvitrh

AzqypFBQdhOia

qNjFpphmDbkaZj

APnhZMJhdhpLPFZzu

accutane 8DDD propecia %( valium >:) valium gnxp

ZmXBeiaMVsmlXbhUYY

kLoLpKSqHJZkHJF

valium wzgvf tramadol :-))) blindness cialis fiy prozac =-D xanax 69204

VuUHTzIPyds

xanax bjhhwn meridia 40953 tramadol online 271 cialis 421735 prozac 299

LXdHCtIRxuLVYCRPgF

elidel >:DDD strattera 454 propecia =DD

gTOqeskKGpcMgps

accutane 1642 order cialis =-) ambien ikya ambien 01739 acomplia %PPP